Legacoop Sardegna in audizione Commissione Bilancio della RAS
Legacoop Sardegna in audizione Commissione Bilancio della RAS

Il 3 febbraio scorso una delegazione di Legacoop Sardegna è stata ricevuta in audizione dalla 3^ commissione (Bilancio) del Consiglio Regionale sui contenuti della Legge finanziaria 2016/18 in corso di approvazione.

Nell’occasione è stato predisposto un documento unitario, in sede Aci, congiuntamente a Confcooperative e Agci, che hanno partecipato insieme a Legacoop all’audizione.

Nell’illustrazione delle istanze della cooperazione, il Presidente di Legacoop Claudio Atzori, ha illustrato per grandi linee quello che la cooperazione rappresenta oggi nel panorama economico e sociale della Sardegna, con particolare riferimento al fatto che questa ha assicurato e continua ad assicurare ancora oggi una sostanziale tenuta sociale oltre che economica dei territori, soprattutto di quelli meno popolati e anche attraversati dal fenomeno della nuova emigrazione di giovani verso altre regioni europee.

Ha ribadito che interi settori produttivi, come quello socioassistenziale e sociosanitario, quello culturale, e in larga parte alcuni comparti come quello agroalimentare e dei trasporti interni, sono gestiti da imprese Cooperative a condizioni molto vantaggiose per la finanza pubblica, come nel caso del welfare, e per gli stessi soci, come nel caso agricolo, si pensi al prezzo del latte ovino, per esempio.

L’incontro è stata un’occasione anche per sottolineare che l’impegno per lo sviluppo esercitato dalle tre Associazioni solo nel 2015 vede 197 cooperative accompagnate al finanziamento regionale previsto dalla LR 5/57, 87 nuove cooperative, il cui piano d’impresa è stato approvato grazie ad un progetto proposto dalle nostre Associazioni, 100 domande di intervento finanziario finalizzate alla capitalizzazione rivolte alla SFIRS, solo per citare alcune misure specifiche del settore.

E’ stato sottolineato anche che al di là di ogni incentivazione, AGCI, Confcooperative e Legacoop hanno accompagnato alla costituzione oltre 120 nuove Cooperative nel 2015, che hanno più di 300 soci e altrettanti lavoratori a busta paga, anche grazie all’intervento del nostro Consorzio Fidi unitario Fidicoop Sardegna e all’impiego delle risorse cospicue che i Fondi mutualistici costituiti a livello nazionale dalle nostre tre Associazioni erogano alle imprese Cooperative operanti in Sardegna. In sostanza, si tratta di risorse con cui le nostre Associazioni cofinanziano i fondi regionali e comunitari erogati a favore del sistema produttivo.

A proposito di politiche di sviluppo che sono attuate attraverso il bilancio regionale e la programmazione unitaria, sono stati ripresi alcuni aspetti generali di particolare interesse:

Il primo attiene proprio al sistema di incentivazione delle imprese Cooperative, rispetto ai quali la Regione dovrebbe rilanciare il suo intervento a valere sul bilancio regionale e sui fondi strutturali per dare risposta attraverso la cooperazione ai problemi occupazionali, soprattutto dei giovani, dei cassintegrati, degli adulti espulsi dai cicli produttivi. Le politiche attive del lavoro dovrebbero essere maggiormente fondate sulla spinta a unire le forze da parte delle persone non occupate e anche svantaggiate, educandole a impegnarsi direttamente nella costruzione dei progetti che riguardano la loro vita.

Analogo ragionamento è stato fatto per i programmi di capitalizzazione delle imprese Cooperative, da gestire in modo più efficiente soprattutto con riferimento ai tempi di risposta alle istanze presentate.

Inoltre è stato posto con forza il tema delle politiche di incentivazione che dovrebbero premiare maggiormente chi tende a costruire aggregazione nel mondo dell’impresa isolana, attraverso fusioni, reti d’impresa, consorzi, cercando quindi di rafforzare la propria presenza sui mercati locali e internazionali dei beni e servizi, dei mercati finanziari e dell’accesso al credito.

Si è chiesto pertanto che vengano rifinanziati tali programmi di spesa del bilancio regionale e soprattutto comunitario per le politiche attive del lavoro con le start-up, la capitalizzazione delle imprese già operanti e la creazione di reti tra queste ultime, che per il biennio 2014-2015 sono ammontati a circa 10 milioni di Euro.

Altro tema fondamentale è la continuità territoriale delle merci, capitolo fondamentale per favorire concretamente l’internazionalizzazione dei mercati delle imprese.

Al di là di ogni forma di abbattimento di costo concordato con la Commissione Europea, il punto centrale è rappresentato dalle condizioni qualitative di trasporto: in molti casi si riscontra l’impossibilità per le imprese di trasportare via mare le proprie produzioni perché viene data priorità ai trasporti turistici. La regione dovrebbe garantire condizioni di trasporto in grado di valorizzare le produzioni interne, altrimenti si rischia di invalidare ogni strumento finalizzato ad incentivare l’internazionalizzazione delle imprese.

Relativamente a quanto contenuto nelle schede trasmesse dalla Giunta riguardanti le poste di spesa del bilancio di previsione 2016 -2018, sono state richiamate alcune questioni sulle quali necessita un intervento di chiarimento ed eventualmente modifica.

In primo luogo le risorse destinate alla tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali, relativamente alla riduzione della percentuale di copertura del costo di lavoro negli appalti di gestione del patrimonio culturale  da parte della Ras, dal 105% al 85%, che presuppone una compartecipazione degli EE.LL. per il 20% del finanziamento regionale storico. La misura sarebbe anche coerente con un concetto di maggiore assunzione di responsabilità da parte degli Enti coinvolti. Tale provvedimento dovrebbe però essere inserito in una riforma più complessiva del comparto, che preveda la costituzione di un vero e proprio sistema dei beni culturali in Sardegna, prevedendo trasferimenti economici dalla Regione per esempio a titolo complementare rispetto alla economia generata dalle gestioni stesse, e utilizzando il complesso delle risorse disponibili per garantire una equa ed efficiente gestione dell’intero sistema. Nei termini i  cui viene proposto, invece, si limiterà ad incidere sui bilanci degli Ee.Ll. interessati, che a gestioni in corso, prorogate in base alla L.R. 5/2015 fino al 31/12/2016 con un finanziamento previsto pari al 105% del costo del lavoro, in presenza di rigidità di bilancio difficili da rimuovere a esercizio avviato, non troveranno altra soluzione che quella di ridurre quantità e qualità dei servizi attivati, con forti e pesanti ripercussioni sull’offerta del servizio alla comunità e, ancor più grave, sull’occupazione nel comparto. In ultima analisi si ritiene che l’ipotesi prospettata possa trovare eventuale applicazione concreta solo a partire dall’annualità 2017, accompagnata anche dagli interventi di riforma più complessiva anzidetta.

Per quanto riguarda invece la Missione 12 – Diritti sociali, politiche sociali e famiglie, si evince che per alcuni programmi, (01 – interventi per infanzia e minori, asili nido, 10 – disabilità) sono state azzerate le previsioni di spesa per competenza, con unica risorsa di cassa di circa 1 M€ sul programma 01, e azzeramento totale della competenza per il programma 10. Si chiede pertanto particolare attenzione perché possano trovare risposta le problematiche connesse a tali indirizzi di spesa, attraverso il reperimento di € 22.000.000 anche a valere su una riprogrammazione dei fondi previsti per il settore.

E’ stata poi evidenziata la necessità di verificare con attenzione la coerenza delle disponibilità di cassa per il 2016 con le competenze assegnate all’esercizio a cui si sommano gli impegni assunti nell’esercizio precedente.

 

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